25/5/2010 Immagini del Convegno: “LA CHIESA NEL DECENNIO FRANCESE”

LA CHIESA NEL DECENNIO FRANCESE IN CALABRIA

Il 25 maggio 2010 abbiamo celebrato il Bicentenario della prima venuta di re Gioacchino a Pizzo. Murat era al massimo del suo splendore reale ed aveva deciso di completare la conquista del Regno di Napoli aggiungendovi la Sicilia come previsto nei piani Napoleonici fin dal 1806. Solo che gli scenari erano cambiati. Napoleone non aveva più alcun interesse di conquistare la Sicilia ma solo quello di utilizzare l’Isole per tenervi impegnati alla sua difesa il più possibile di reparti dell’esercito inglese. Avendoli impegnati in difesa della Sicilia allora non li trovava sui campi di battaglia dell’Europa. Murat invece la pensava diversamente, ma non aveva da solo la forza militare per effettuarne la conquista. Venne in Calabria con tutto l’esercito che schierò lungo tutta la costa da Scilla fino a Reggio. Fece un tentativo di sbarco andato a male e poi ritornò a Napoli. La base logistica principale per l’esercito murattiano fù Pizzo con il suo porto di terza classe. Mentre in parecchie occasioni durante quel periodo alloggiò a Vibo Valentia. Durante una di queste venne a Pizzo e passando davanti alla chiesa di San Giorgio volle entrare per visitarla essendo un amante delle cose belle ed artistiche. Visto che era in pessimo stato derivante dal sisma del 1783 del quale ancora non erano stati riparati tutti i danni, donò al Canonico Masdea la somma di duemila ducati per il completamento della stessa. Cosa che effettivamente avvenne infatti nel 1815 quando Lui ritornò essa ormai era completa e pronta per ricevere i suoi resti mortali dopo la fucilazione del 13/10/1815. Certo nel Decennio Francese i rapporti fra Stato e Chiesa non sono stati sempre idilliaci anzi molti e profondi furono i motivi di dissensi e contrasti. La Francia, però era fin dai tempi dei Romani una Nazione Cristiana, per cui pur nei furori rivoluzionari, la Chiesa era rispettata ed i danni furono limitati sostanzialmente all’abolizione di alcuni ordini religiosi ai quali vennero sequestrati anche tutti i beni materiali. Mentre la Chiesa secolare praticamente non fù toccata ed anche certi ordini monastici caritatevoli, a diretto contatto con la gente non solo non furono toccate ma fù loro offerto l’aiuto dello Stato purchè si facessero promotori della diffusione dell’istruzione non solo religiosa ma anche laica tra il popolo. Ed i Minimi di San Francesco di Paola vennero inclusi in questo gruppo di ordini che non furono aboliti. Ricordare tutto questo nel bicentenario di questi eventi è sembrato al Direttivo della Murat non solo opportuno ma anche doveroso per cui questo Convegno dove illustri relatori provenienti dal mondo religioso hanno affrontato queste tematiche. Importante anche la visita del Console di Francia venuto appositamente da Napoli per assistere al Convegno.

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5 June 2018

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