PROGETTO PARCO REGIONALE DECENNIO FRANCESE IN CALABRIA

PROGETTO PARCO REGIONALE DECENNIO FRANCESE IN CALABRIA

Con l’Assemblea dei Sindaci del 6 novembre 2017 si è avviato al termine il lungo iter procedurale per la costituzione del Consorzio di gestione del Parco storico regionale del Decennio Francese in Calabria. E’ stato approvato lo Statuto e sono stati nominati gli Organi del Direttivo. Presidente è stato confermato il Dottore Giuseppe Pagnotta. Adesso occorre passare alla fase progettuale di definizione delle linee generali direttive della Programmazione e Progettazione delle Attività del  Parco storico. Tra la molteplice documentazione utilizzabile in merito quella che per la sua estrema sintesi potrebbe costituire una buona base di partenza è lo studio del Prof. Brandolino dell’Università LA MEDITERRANEA di Reggio Calabria e del suo staff, che qui riproponiamo per come è stato pubblicato.   

Lo studio affronta l’occupazione della Calabria da parte delle truppe napoleoniche agli inizia del 1800. E’ la Campagna napoleonica dello Stretto quella che viene definita nei particolari non solo sotto il profilo militare ma con l’ottica del territorio sul quale essa è stata condotta e sui riflessi della stessa sui luoghi in cui si è svolta. Vengono puntualizzate le battaglie, i passaggi di truppa, i centri interessati, le vicende svolte almeno a grandi linee. E’ sicuramente uno studio che può essere adottato come documento di base per il Progetto del Parco storico Regionale del Decennio Francese in Calabria. Ad esso potranno fare riferimento gli studiosi dei Comuni interessati al Parco sia per acquisire le giuste conoscenze di base che confrontate con lo stato attuale dei luoghi possono costituire il giusto punto di partenza per il Progetto del Parco storico. Questo progetto si articola nelle tre fasi in cui è divisibile il Decennio francese. La prima parte attiene gli aspetti bellici veri e proprio. Scontri, agguati, battaglie, passaggi di truppe, Battaglia di Amantea, Battaglia di Maida e Battaglia di Mileto. I progetti particolareggiati dovranno individuare sul territorio i luoghi dive si sono svolti, non solo nelle campagne ma nei Centri cittadini interessati. Luoghi che dovranno essere recuperati, conservati e valorizzati. Anche nelle aree delle battaglie dovranno essere previste delle zone di sentinelle della memoria che assumeranno le forme più opportune con lo scopo fondamentale di conservare il ricordo di quelle vicende e soprattutto in modo tale da poter costruire dei circuiti da proporre ai visitatori ed agli studiosi. Il secondo momento del Decennio dovrà riguardare il fenomeno del Brigantaggio che non sempre è stata espressione di delinquenza comune ma molte volte s’è trattato di vere e proprie azioni di partigiani che combattevano per i valori per i quali credevano e contro quelli che ritenevano gli invasori francesi. Fenomeno nel quale sono emersi i veri aspetti genetici del popolo calabrese nel suo orgoglio ferito, nella sua combattività, nella fedeltà al suo sovrano, nella tutela della propria terra. Da ultimo l’inizio del Risorgimento italiano che in Calabria soprattutto con Murat vede il primo tentativo della riunificazione dell’Italia partendo dal Sud.

Queste sono le grandi linee lungo le quali sarà condotto il progetto del Decennio Francese in Calabria. Le risorse saranno reperite presso la Regione e presso la Comunità Europea essendo molto difficile se non minimo il contributo finanziario dei Comuni interessati, attraverso l’utilizzo delle risorse che la Comunità Europea stanzia per la Cultura. 

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Sul Web: PRIN decennio francese in Calabria

 
 

In chiaro

MEDITERRANEO

UNITÀ DI RICERCA DELL’UNIVERSITÀ MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA

ROSARIO GIOVANNI BRANDOLINO, ANDREA GIOCO, ROSINA GIOVANNA MAIONE, LEONARDO STRATI .

LA NAVE DI ODISSEO E LA CAMPAGNA FRANCESE NELLE TERRE DELLO STRETTO

La nave di Odisseo e la campagna francese nelle Terre dello Stretto* Rosario Giovanni Brandolino, Andrea Gioco, Rosina Giovanna Maione, Leonardo Strati

Mi succede di non avere più voglia di uscire da questo mondo di miti e di non sapere più nemmeno dov’è il mondo reale

Hugo Pratt1

PALCOSCENICO BINARIO

Per terre e per mari. Questo è un testo anfibio, in parte saggio, in parte racconto. Si rivolge ad un ascolto doppio, o meglio polimorfo. Non solo ad un creativo che si fa lettore, ma ad un lettore che sia anche creativo2. È una lettura che si esprime su alcune considerazioni di voci narranti, tra mito e leggenda, su personaggi che non hanno solcato il suolo ma appartengono al dizionario del mito. Un parallelo senza identità, posto tra le figure di Ulisse e Napoleone Bonaparte. Un discorso tra Epica ed Epopea, che cerca di legare indissolubilmente alcune pagine che, in Calabria e nell’Area dello Stretto, si relazionano. Il poema immaginario e la dimensione del reale, si propongono come intermediari di un processo comune. Avvenimenti appartenenti entrambi a due latitudini latine, espresse sia dal tempo che da un fugace parallelo mediterraneo, e che incontrano storia e vicende di un territorio che coesiste, in modo marginale, tra il periplo di Ulisse e le conquiste di Napoleone Bonaparte. Letteratura e storia, alla ricerca di un mito, poste nella terra di mezzo, in cui vicine dissolvenze alludono alla distanza che permette di trascrivere narrazioni di gesta indissolubili su territori di area vasta. Geometrie e geografie mediterranee, poste, tra la Calabria e il mare. Alterne equidistanze, tra Itaca e Parigi, che riflettono tracciati e itinerari intermedi di appartenenza tra le culture che permangono alla rilevante distanza di un extra-muros. Una dimensione tutta europea che, dal sud Italia, trascina il Mare Nostrum, in una sola geografia, posta al centro del Mediterraneo occidentale. Una sorta di Sliding Doorscinematografico che, nel volgere di un istante atemporale, segna la distanza incommensurabile del divenire, tra analogie e dissonanze: un dialogo attivo in un viaggio a margine di un confine incerto. Il poeta narra l’errare della nave di Odisseoe la lotta contro esseri ostili: il Ciclope, iMostri, le Sirene e l’otre di Eolo. È l’odissea di un eroe, fiducioso nella forza dell’intelletto fino ad accettare la sfida della natura e delle divinità avverse. Non pochi sono i luoghi comuni che uniscono episodi e vicende ma è la salda tempra dell’animo e la sottigliezza dell’ingegno che rendono simili i condottieri: per mare e per terra, vi si ritrova la fenomenologia dello spirito.È la dimensione di un pachiderma che si intaglia indelebile su due figure oniriche. Una rappresentazione idilliaca fornisce ancora un sintomatico stupore che appare nei disegni di Henry Matisse. Sono i disegni di Ulisse, disegni carsici di un protagonista, su un poema dall’artista mai letto. Un quaderno di schizzi, al margine di un’incontro, nella Parigi, nel 1938, tra Silvia Beach, James Joyce e Adrienne Monnier: sono i viaggi mediterranei in omaggio ad Omero5. Una rappresentazione grottesca fornisce una nuova estetica, nei dipinti di Kehinde Wiley (Fig. 1), tra le figure afroamericane e le icone del passato. Trasformazioni gangiste e dipinti di un mix, trascritti in un ghetto, del South Central di Los Angeles, filmato in Rize da David La Chapelle. “Viviamo in un’epoca pop industrializzata in cui possiamo vedere gli stessi vestiti addosso a persone che vivono in quartieri simili e che guardano tutti gli stessi show. C’è un’omologazione continua in atto”, afferma nell’hip pop art, colui che ritrae come aristocratici e celebri condottieri del passato, Kheinde Whiley, presunto erede di Jean-Michel Basquiat. Egli evidenzia la transumanza atipica di un dipinto di Jacques-Louis David, (Fig. 2) ritraendo in Napoleon Leading The Army Over The Alps, in modo goffo, un’icona immortale. Un paragone iconoclasta, un altero paradosso, che la stampa Usa pone tra le tele di Tiepolo e Tiziano, come un’esponente della cultura (black) contemporanea6. La stessa fenomenologia dello spirito, che Hegel descrive parlando di una tribù immaginaria, la si ritrova in Napoleone e nella sua potenza, nella dimensione materiale.

 Fig. 1. Kehinde Wiley, Napoleon Leading The Army Over The Alps, 2005.

Fig. 2. Jacques-Louis David, Bonaparte Crossing the Alps at Grand-Saint-Bernard, 1800-1801.

La leggenda vuole che, come scrive Antonio Gnoli, egli stesso finisse di scrivere la Fenomenologia dello Spirito, il giorno stesso in cui Napoleone entrò a Iena vincitore, annotando l’evento in una lettera.

Ho visto l’imperatore, quest’anima del mondo, cavalcare attraverso la città per andare in ricognizione: è davvero un sentimento meraviglioso la vista di un tale individuo che, concentrato qui in un punto, seduto su un cavallo, abbraccia il mondo e lo domina. […] Erano stati gli anni decisivi di Iena: il tuonare dei cannoni, le soste delle truppe francesi che occupavano la città, i fuochi che appaiono dalla finestra dello studio, ne destavano la fantasia. […]

Fig. 3. Lorenzo Mascheroni, Il problema di Napoleone.

Nulla è più infido e più instabile di quel suolo coperto di polvere e sangue, sovrastato dal rumore della battaglia, dagli echi dei passi dei soldati. Non è solo Iena7.

Ma Napoleone non è solo l’uomo di strategie belliche ed eroiche battaglie. Ogni buon stratega nasconde una innata vocazione alla geometria. Lo dimostra la soluzione dell’insolito “Problema di Napoleone”. L’Imperatore si pone il quesito di determinare il centro di una circonferenza con il solo uso di un compasso (Fig. 3). Dell’episodio è riportata la soluzione che diviene elegia d’ouverture. Nella Geometria del compasso, del 1917, Lorenzo Mascheroni apre l’opera con i seguenti versi:

Io pur vidi coll’invitta mano, Che parte i regni e a Vienna intimò pace, Meco divider con attento guardo Il curvo giro del fedel compasso8.

Altre vicende sono a latere nel declino dell’Imperatore. Una sensibilità tutta francese, che nel ruolo sublime delle vanità, a volte descritte nel regolamento sull’abbigliamento

– copricapo, distintivi e mostrine, il grosso e minuto equipaggiamento, le armi delle truppe di terra e delle sellerie – pone attenzione al “costume” militare (Figg. 4-6). Sono abiti rimasti sulla carta, quelli descritti da Antoine-Charles-Horace Vernet, sul-l’uniforme dell’esercito imperiale. La rappresentazione dei disegni d’uniforme deriva dall’ordine di Napoleone, pervenuto a Parigi nel 1812 dalla lontana Russia. L’incarico per lo studio delle nuove uniformi della Grande Armata fu affidato al colonnello Bardin, che trovò in Carle Vernet il collaboratore ideale che, con la sua equipe, avrebbe dovuto disegnare, secondo il regolamento sull’uniforme dell’esercito imperiale del 1812, tutti i capi dell’abbigliamento. Ogni tavola comprende un disegno quadrato testimonianza della moda militare del-l’epoca imperiale. Gli sfondi proposti riguardano paesaggi di Francia, ma anche d’Italia

o d’Egitto. Disegni che, successivamente, dovevano essere trasformati in cartamodelli. La produzione dei dipinti riguarda 244 acquarelli originali che rappresentano la più bella fonte di documentazione sull’uniforme del primo impero. I disegni di soggetto militare, dal XVII al XX secolo, fanno parte del Musée dell’Armée, a Parigi9. In un percorso di contestualizzazione tra Calabria e mito napoleonico, sembra utile rievocare un lieve sentore di Calabria. Nell’esilio di Sant’Elena, la mitologia che accompagna Napoleone, a pochi giorni dal 5 maggio, descrive l’imperatore a disagio per la mancanza della sua acqua di colonia preferita. I due servitori che l’avevano seguito sull’isola ne trasportarono una scorta che ben presto si esaurì.

Nell’impossibilità di trovare una soluzione non rimase che tentare di prepararsela in casa. La storia racconta che i fedelissimi improvvisarono facendo uso di prodotti locali (rosmarino, limone, bergamotto) pur di accontentare il loro triste padrone10. Nelle considerazioni a margine di un racconto è, dunque, la solitudine, ultima nota di un’isola, che nell’approssimarsi della fine, emana l’odore di un frutto speciale e che,nel fiore di bergamotto e in Napoleone, richiama il sentore di Calabria. È certo che anche nel momento di tendere l’arco Ulisse traccia lo stesso sguardo mediterraneo. Non è adesso il caso di ricordare che gli eroi resteranno nella letteratura, ma quel mondo che è ormai tanto cambiato, forse, in parte, ancora ci circonda …È su queste considerazioni, nella direzione della freccia di Ulisse che solca i fori di ogni ascia, che vorremmo voltare pagina, in omnibus terrae, per leggere la Calabria come terra delle ipocondrie rubate alle gesta di Omero ed alle imprese di Napoleone.

CRONISTORIA DI UN DECENNIO

Il decennio francese (1806-1815) costituisce cronologicamente un periodo ristretto, ma importante e significativo. Il 1806 è una data epocale nella storia del Mezzogiorno d’Italia. Cade la dinastia borbonica con l’avvento del regime napoleonico, che trasforma radicalmente le strutture politiche, amministrative ed economico-sociali dell’Italia. Il dominio napoleonico favorisce un rapido ammodernamento delle strutture istituzionali in termini di diritto, abolizione dei privilegi di nascita e di ceto, riorganizzazione dello Stato e razionalizzazione del prelievo fiscale. L’abolizione della feudalità, l’eversione dell’asse ecclesiastico, l’abolizione delle tasse e di ogni altro vincolo contribuiscono alla nascita di una società nuova. Tuttavia la subordinazione del regno napoletano agli interessi francesi ne condiziona pesantemente l’economia. Il sistema doganale instaurato nella penisola si articola in modo da favorire l’importazione dei prodotti francesi e l’esportazione verso la Francia delle materie prime. Il malcontento popolare cresce, e si esprime soprattutto attraverso il brigantaggio, diffuso in moltissime zone del sud della penisola. I moti generalizzati sono scongiurati e repressi dalla massiccia presenza dell’esercito (Figg. 7-10). Ben presto il brigantaggio nel Mezzogiorno diviene vera e propria guerriglia popolare e nazionale, alimentato dalla vicina Sicilia, dai Borboni, che provano insieme agli Inglesi anche spedizioni con l’intento di riconquistare il Regno. Anche se l’età napoleonica, nell’immediato è stata portatrice di squilibri, disagi, difficoltà varie, nel lungo periodo, bisogna considerare la profonda trasformazione giuridica, economica e sociale che si concretizza. La società italiana esce rinnovata dalle vicende degli anni del Decennio, con istituzioni moderne, con amministrazioni giudiziarie e militari molto più coscienti del proprio ruolo e con l’effettivo ridimensionamento del potere ecclesiastico. Nel 1806 la conquista di Napoli costituisce la prima manifestazione del sistema del Grande Impero. Il Regno di Napoli ha allora un posto importante nei progetti dell’Imperatore, costituisce la base primaria dei grandi progetti orientali e mediterranei che affascinano la fantasia di Napoleone sin dai tempi della prima campagna d’Italia. Il Mezzogiorno, può consentire alla Francia, la conquista della supremazia nel Mediterraneo, ponendola al centro di un vasto impero. Con decreto imperiale del 30 marzo 1806, Giuseppe Bonaparte diviene re delle Due Sicilie. Resta in carica fino al 15 luglio 1808, quando diventa re di Spagna. Al suo posto fu chiamato Gioacchino Murat che rimane al governo fino al marzo 1815. Con Giuseppe Bonaparte vengono intraprese alcune riforme sostanziali nel campo politico, economico, amministrativo, finanziario, sociale e religioso; tutto ciò è reso possibile dalla creazione di nuovi organi con poteri distinti e specifici. Gioacchino Murat completa, specialmente nel campo politico-amministrativo, le iniziative del predecessore. Tuttavia la gestione del potere nel Regno di Napoli è particolarmente difficile. Anche con le difficoltà che si presentano, i diversi progetti di riforma delle istituzioni, tentati senza successo nella seconda metà del Settecento dai governi ispirati dagli intellettuali illuministi, trovano nel “Decennio francese” concreta e rapida attuazione. Dopo la morte di Murat, il 14 settembre 1815, ritornano al potere, i Borboni che sopprimono molte delle

Figg. 4-6. Ingegneri geografi; Fanteria leggera, tamburiniFanteria di linea, Ufficiale e 2° porta insegne.

riforme volute dai “Napoleonici”, soprattutto quelle istituzionali, pur conservando – e talora anche migliorando – quelle iniziative finalizzate alla crescita economica.

LE PAGINE NASCOSTE: MAIDA RACCONTA …

Testi e faldoni addormentati tra gli scaffali polverosi di una biblioteca o di un archivio, se sapientemente risvegliati sono capaci di raccontare storie di un passato lontano, che sorprendentemente affascina e stupisce.È l’altra faccia della medaglia, l’altra parte della Storia che si affianca a quella “canonicamente“ conosciuta. Quella Storia, cioè, tratteggiata di scontri armati, dispute tra potenti, che da sempre attraggono e rapiscono le menti. Nello specifico, della nostra “Storia”, di tutti gli antefatti che portarono alla “Battaglia di Maida”, del 4 luglio 1806, la caduta del Regno di Napoli, la fuga dei Sovrani a Palermo. L’invasione della Calabria da parte dell’esercito francese. Le cronache, che ripetono degli innumerevoli disagi causati alle popolazioni dai soldati, fino alla loro sollevazione. Il copioso spargimento di sangue, da ambo le parti. Insurrezioni, rivolte, esecuzioni sommarie, bande di briganti organizzate, per scacciare i francesi dalle proprie terre. Bandi e proclami distribuiti segretamente per aizzare e fomentare gli animi (Fig. 11). Fino allo sbarco, nel Golfo di Sant’Eufemia, dell’esercito inglese, il 30 giugno 1806 e il successivo scontro in campo aperto, con la schiacciante vittoria dei Britanni – la prima sulla terraferma – contro un esercito francese incapace di fronteggiare il nemico (Figg. 12-13). Esiste cioè, una storia nascosta tra i ripiani polverosi che ci racconta di gente comune e di una classe politico-borghese accomodante, almeno in

Figg. 7-10. Rievocazione storica della Battaglia di Fiumefreddo Bruzio (09 – 12 febbraio 1807) del 12 agosto 2007.

apparenza, che cerca di salvaguardare il proprio status, favorendo e aiutando il nemico-invasore e incoraggiando allo stesso tempo la liberazione da questi. La battaglia di Maida, si colloca in questo scenario (Figg. 14-16). Non conosciuta dai più. Storia di un territorio periferico, che anche se non inserita nei testi di storia, ha al suo interno una ricchezza di eventi e personaggi che affascinano, che nulla hanno da invidiare ai grandi fatti che si sono susseguiti nel corso del tempo. Il territorio è il Golfo di Sant’Eufemia. I centri interessati: Sant’Eufemia, Nicastro, Sambiase, la cittadina di Maida. Quest’ultima diventa il perno attorno a cui ruota questo racconto (Fig. 17). Gli attori: i sovrani, i generali, i soldati, ma anche la popolazione, che, succube del nemico invasore, affianca gli inglesi, li aiuta, li accompagna alla vittoria. Tutto è documentato, tutto è presente all’interno di resoconti, di verbali, di racconti, di atti. Perché non ripulirli dalla polvere che li avvolge, perché non risvegliarli, perché non riconoscere il loro valore. Il territorio prima e le dimore dopo, raccontano la loro verità. Tramite lo studio delle cronistorie si appropriano di un ruolo da protagonisti. Il territorio svela i luoghi del-l’evento bellico. Il centro di Maida con i suoi palazzi si rivela il mezzo più idoneo per dare una successione cronologica a tutto ciò che si è verificato, dall’invasione francese dei primi mesi del 1806, alla battaglia del luglio dello stesso anno (Fig. 18-20). Ci si trova di fronte, allora, alle “dimore francesi”, cioè le case occupate prima dello scontro, alle abitazioni di coloro che mossi da grandi ideali, o semplicemente dalla voglia di rivalsa, hanno dato man

Fig. 11. Proclama ai calabresi distribuito nei

 giorni precedenti la battaglia di Maida.

Fig. 12. Planimetria del Golfo di Sant’Eufemia, redatta dagli

inglesi per documentare la strategia della battaglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

Fig. 13. Planimetria del golfo di Sant’Eufemia realizzata da un cartografo francese.

forte ai liberatori. Il palazzo della vittoria, la casa del ricovero, il tempio delle sepolture. La storia si snoda con due percorsi ideali, rigidi per certi aspetti, ma simbolici, per la funzione che assolvono. Un percorso del prima, e un percorso del dopo. Un percorso francese (il nemico-invasore), un percorso inglese (i vincenti). Si ode l’eco del “passo dello stivale” il pesante calpestio dei soldati tra le vie di Maida. Si odono i colpi di fucile, gli ordini, e le urla degli sconfitti, si scorge da lontano la “sottile linea rossa”. Le case, i palazzi, le vie, le pietre sono sempre immobili da secoli. Ogni pietra ha un aneddoto da raccontare, ognuna pronta a proferir parola.

LANDMARK MEDITERRANEO

Ciò che si vuol descrivere a Maida è un aspetto della Calabria che racchiude luoghi ancora riconoscibili, per una possibile rigenerazione, per raccontare delle appartenenze di ciò che nell’immediato non appare, passando da una città invisibile al resoconto della storia di una città pluriforme. Territori al cospetto della mente e territori al cospetto del reale, sono partecipazioni descritte in forma verbo-visiva che seguono un itinerario evocativo. Una sinergia utile a definire nuove occasioni per determinare, in una sub-matrice, ulteriori annotazioni. In una osservazione, Thelma Golden, nota che “il contesto è qualcosa che ognuno definisce. Tutti siamo impegnati a delineare il nostro”. L’esperienza propone proprio un’integrazione tra storia e contesto, in un tracciato verbo-visivo che richiama eventi ed attori attraverso luoghi e architetture. Il contesto è un territorio di conquista mutato e riutilizzato dai vincitori, in cui è possibile ravvisare i paradigmi di una lettura inusuale11.

 

 

-Atmosfere. Un tramite invisibile che organizza e relaziona sistemi percettivi in un dialogo tra ambiente urbano e natura d’intorno.

-Combinazioni. Tracciati informativi tra luogo e contesto, nel descrivere cose ed avvenimenti, per condurre il viaggiatore verso un valore aggiunto.

-Continuità ed uniformità. La descrizione di un modello ampio e coerente che esprime, in luoghi diversi, medesime relazioni. Dislocazioni in cui si ritrova il significato di un’interagibilità estesa.

-Corografie. Modi ed aspetti per generare percorsi associativi non convenzionali, tra i caratteri di riconoscibilità nota e gli incroci fortuiti.

-Diagrammi. Abachi descrittivi che considerano eventi ed azioni, in un teatro improvvisato tra le trasparenze di un luogo.

-Dissolvenze. Una intersezione di tracciati che delinea una relazione tra spazi principali e percorsi connettivi.

Sparizioni. Un dialogare tra paesaggi che si rivolgono ad elementi naturalistici e percettivo-visivi.

L’impianto metodologico, in questa fase, tende a definire un’architettura solida da rilevare come codice di riconoscibilità urbana, come episodio di sosta o interferenza in un percorso transitorio.È un passaggio sull’indifferenza fisica del costruito in cui è auspicabile lo sviluppo di un’indagine tendente a descrivere la riconoscibilità di un attraversamento differenziato e condiviso da nuovi itinerari, in una realtà di particolare significato (Figg. 21, 22). Un landmark del paesaggio connotato da episodi e avvenimenti che esprimono qualcosa che l’uomo ha potuto vedere, identico da sempre come, appunto, è quella linea d’orizzonte che conduce all’infinito.

Figg. 14-16. La battaglia di Maida, “Brief Normative of the Battle of Maida”; la battaglia di Maida, dipinto conservato al London War Museum; la battaglia di Maida, litografia conservata al London War Museum.

Figg. 17-20. Le architetture raccontano. Maida appunti di riqualificazione urbana di Rosina Giovanna Maione con Rosario Giovanni Brandolino e Domenico Mediati.

 Fig. 21. Gli eventi del decennio francese in Calabria (1806-1815). Legenda.

 

Fig. 22. Gli eventi del decennio francese in Calabria (1806-1815). Cartografia.

Cronistoria –Fine marzo-aprile 1806 – Soveria è incendiata, a Martirano si hanno scontri tra bande di briganti e truppe francesi, insorgono Conflenti, Platania, Sambiase, Nicastro, Gizzeria. Sant’Eufemia è presidiata e

Eventi bellici in Calabria durante il decennio francese (1806-1815) la popolazione si ribella all’acquartieramento delle truppe polacche, che si stanno spostando da Pizzo ad Amantea. Scontri a Cirò, tra la popolazione e una reparto francese della divisione Duhesme.

Inizio delle ostilità

-26 dicembre 1805 – Pace di Presburgo. Dopo le sconfitte di Ulm il 20 ottobre e di Austerlitz il 2 dicembre la III coalizione antifrancese formata da Inghilterra, Austria, Russia, Ducato di Svezia e Regno di Napoli, firma con la Francia il trattato di pace.

-27 dicembre 1805 – Proclama di Schonbrunn. Napoleone Bonaparte annuncia la capitolazione del Regno di Napoli e comunica la Liberazione del Meridione.

-28 dicembre 1805 – Il generale Massena riceve l’ordine di unire le truppe e partire per il Mezzogiorno.

-23 gennaio 1806 – Il Re Borbonico Ferdinando IV fugge a Palermo imbarcandosi sulla nave “Archimede” ed ordina al generale Damas di ostacolare l’avanzata francese asserragliandosi in Calabria.

-10 febbraio 1806 – Francesco, figlio primogenito di Ferdinando IV, nominato Vicario del Regno di Napoli, istituisce un Consiglio di Reggenza e lascia Napoli con l’esercito borbonico alla volta della Calabria e Sicilia.

-11 febbraio 1806 – Maria Carolina si imbarca alla volta di Palermo per raggiungere il consorte.

-14 febbraio 1806 – Il Generale Massena con le truppe francesi entra “pacificamente” nella città di Napoli. Il Regno di Napoli si arrende al nemico. Solo le fortezze di Civitella del Tronto, difesa dal Maggiore Matteo Wade, e Gaeta, difesa dal Principe William Philipstadt di Hesse, iniziano una strenua resistenza.

-27 febbraio 1806 – Francesco scrive da Cassano un Proclama ai Calabresi, esortandoli ad organizzarsi in gruppi di difesa per recuperare il Regno. Lo stesso giorno, Giovanbattista Colajanni, Ministro del Regno di Napoli, redige un Real Dispaccio per le truppe borboniche, dando disposizioni di battaglia.

-07 marzo 1806 – Lagonegro, scontro armato, l’esercito francese del generale Reynier ha la meglio sulle truppe borboniche.

-09 marzo 1806 – Battaglia di Campotenese nei pressi di Morano Calabro tra l’esercito francese del generale Reynier e i borbonici del generale Damas. Lo scontro si conclude con la ritirata di Damas verso la Sicilia che lascia in mano ai francesi due generali, centosette ufficiali, milleottocentosessantacinque soldati, centoquarantasei cavalli e quindici cannoni. Sacco di Morano.

-12 marzo 1806 – Il generale Reynier entra senza trovare resistenza nella città di Cosenza. Prosegue la

sua occupazione passando per Nicastro, Monteleone, Scilla e Reggio.

30 marzo 1806 – Giuseppe Bonaparte viene nominato con Real Decreto, Re delle Due Sicilie.

Viaggio in Calabria di Giuseppe Bonaparte

-03 aprile 1806 – Giuseppe Parte da Napoli accompagnato dal colonnello Clary, dal Ministro dell’Interno

Miot de Melito, dal Ministro della Guerra Mathieu Dumas e scortato da mille soldati.

-08 aprile 1806 – Giuseppe Bonaparte è a Campotenese

11 aprile 1806 – Arrivo a Cosenza.

-12 – 16 aprile 1806 – Visita Stignano, Scigliano, Nicastro, (dove è accolto in Palazzo D’Ippolito, e il

Vescovo fa suonare le campane della Cattedrale a festa).

17 aprile 1806 – Il Re è a Palmi e Bagnara.

18 aprile 1806 – Arriva a Reggio Calabria e riceve il decreto che lo nomina Re.

-20 aprile 1806 – Visita Squillace, Catanzaro e Crotone.

02 maggio 1806 – Giunge a Rocca Imperiale

-03 maggio 1806 – Arrivo a Taranto

04 – 09 maggio 1806 – Visita Matera, Gravina, Foggia e Caserta.

11 maggio 1806 – Rientra a Napoli con la corona di Re del Regno delle Due Sicilie.

Ribellione dei briganti

22 marzo 1806 – Carmine Caligiuri a Soveria uccide un soldato francese che aveva tentato di stuprare

la moglie. In seguito diventa un capo banda.

25 marzo 1806 – Soveria, un convoglio francese con quattordici muli, scortato da otto soldati viene assalito.

25 marzo 1806 – Nei pressi di Scigliano vennero uccisi dieci uomini, tra cui cinque soldati.

26 marzo 1806 – Sempre a Scigliano, un reparto di duecento uomini (soldati di fanteria e 25 cacciatori a

cavallo del 9° reggimento) è assalito dai rivoltosi, costretti alla fuga lasciano sul campo trenta uomini tra morti e feriti.

28 marzo 1806 – Scigliano, il Caligiuri attacca il paese dove sono insediati i francesi costringendoli ad issare bandiera bianca.

29 marzo 1806 – Carmine Caligiuri viene ucciso e Scigliano rioccupata. Occupazione francese di Rogliano.

-03 maggio 1806 – Insorgono Spezzano Piccolo e Spezzano Grande –04 maggio 1806 – Insorge Pedace. La popolazione rifugiatasi nel Convento dei Cappuccini instaura una

strenua lotta con i francesi che solo a sera inoltrata hanno la meglio.

23-24 maggio 1806 – Sbarco di insorti a Scalea.

Fine maggio 1806 – Sbarco a Pellaro di piccole bande di briganti capeggiate da Sciarpa e Panedigrano

che tentano l’assalto a Reggio e Scilla e poi si dirigono a nord fomentando la rivolta contro i francesi.

-Primi di giugno 1806 – Briganti fanno sollevare Cotronei.

02 giugno 1806 – Sbarco di insorti a Punta Alice.

05 giugno 1806 – Cetraro, due lance inglesi danno la caccia ad un’imbarcazione da trasporto.

L’equipaggio non avendo via di fuga, affonda lo scafo e getta il suo contenuto a mare.

06 giugno 1806 – Il Generale Verdier spedisce a Cotronei cento uomini di fanteria agli ordini di Parrin per disperdere le bande e ristabilire l’ordine nella zona devastata dagli insorti. Giunto a S. Giovanni in Fiore apprende che le truppe si stanno portando da Catanzaro e da Crotone su Cotronei e Spinello e

pertanto, egli raggiunge Cassino, Savelli, e Cerenzia, dove vi erano sommosse da parte di bande di briganti. La rivolta scoppia anche a Longobucco, dove stavano giungendo cento soldati da Cosenza. -20 giugno 1806 – Al valico di Acquavona, a metà strada tra Nicastro e Soveria, scontro tra briganti e un

drappello di soldati francesi guidati dal generale Courier, catturato e seviziato. –26 giugno 1806 – Un gruppo di inglesi e briganti sbarca a Sant’Eufemia, ma è ricacciato in mare da una

compagnia polacca che si trovava in quei luoghi.

26 giugno 1806 – Una cannoniera è avvistata nella rada di Fiumefreddo.

-29 giugno 1806 – Un tentativo di sbarco avviene a Melito, prontamente respinto dalla divisione del

Generale Compère.

29 giugno 1806 – Il brigante Fra Diavolo sbarca ad Amantea con seicento uomini e dirige verso Cosenza.

30 giugno 1806 – Avvistato da Scilla convoglio diretto verso nord.

30 giugno 1806 – Assalto di briganti guidati da Francesco Gaudiosi a truppe francesi nei pressi di

Fiumefreddo.

01 luglio 1806 – La nave Pompeo, la fregata Apollo e venticinque vascelli minori agli ordini dell’Ammiraglio Sidney Smith, con a bordo seimila inglesi comandati dal generale Stuart sbarcano nel Golfo di Sant’Eufemia e dopo essersi sbarazzati di un piccolo reggimento del colonnello polacco Grabinski ispezionano i luoghi, e si recano nel villaggio di Sant’Eufemia, fino a Sambiase e Nicastro. Le truppe anglo-napoletane sbarcarono presso una delle vecchie torri litoranee […] detto Bastione di Malta, a meno di cinque chilometri a nord della foce principale del Lamato ed a meno di tre dal villaggio di Sant’Eufemia”.

04 luglio 1806 – Battaglia di Maida dove si fronteggiano seimila inglesi comandati dal generale Stuart e fiancheggiati dalla banda di Fra Diavolo contro cinquemilacinquecento francesi capeggiati dal generale Reynier.

04 luglio 1806 – Il generale Reynier sconfitto nettamente ripiega in ritirata a Marcellinara dove viene

osteggiato duramente dalla popolazione.

05 luglio 1806 – Reynier passando per Tiriolo e Borgia, e Catanzaro Marina, ripiega a Catanzaro.

05 luglio 1806 –Truppe francesi approdano a Isola Capo Rizzuto.

07 luglio 1806 – Scontri a Cosenza.

07 luglio 1806 – I francesi invadono Cutro.

-Dal 7 al 10 luglio 1806 – Gli inglesi che erano ancora a Maida, si spostano verso sud, passando per

San Pietro a Maida, Filadelfia, Monteleone, Tropea, Mileto, Bagnara.

-08 luglio 1806 – Masse di insorti vengono disperse a Rovito.

10 luglio 1806 – Milleduecento anglo-siculi capitanati dal generale Brodrik e dal Duca di Floresta sbar

cano e assaltano il presidio francese di Reggio costringendo alla resa i settecento soldati del capitano Aubrèe.

14 luglio 1806 – A Cassano scontri delle masse di insorti con le truppe francesi in ritirata.

22-23 luglio 1806 – Il generale inglese Oswald assalta e costringe alla resa il presidio di Scilla composto da quattrocento francesi comandati dal capo battaglione Michel.

25 luglio 1806 – Il generale Reynier in ritirata da Maida saccheggia San Giovanni in Fiore.

-28 luglio 1806 – Il comandante Reynier passa per Crotone dove lascia i feriti e un presidio di duecento polacchi capitanati da Soulpy.

30 luglio 1806 – Soulpy si arrende agli inglesi.

-30 luglio 1806 – Strongoli e Rocca di Neto subiscono un saccheggiamento da parte dei francesi di Reynier. -01 agosto 1806 – Reynier si rifornisce a Cirò e Cariati e assalta Corigliano che difesa da Salvatore

Pugliese dopo due ore di combattimento viene espugnata. –02 agosto 1806 – Bivacco francese ad Oria, vicino Cassano. –03 agosto 1806 – Il generale Reynier giunge in salvo a Cassano dove si unisce alle truppe di Verdier. -11-12 agosto 1806 – Scontri con i ribelli a Castrovillari, Saracena, Cassano, Tarsia, Terranova (Sibari)

con drappelli di insorti. -13 agosto 1806 – I francesi occupano Bisignano. –15 agosto 1806 – Scontri a Cosenza e occupazione di Carolei. –15-17 agosto 1806 – Scontri e occupazione di Rogliano. –18 agosto 1806 – Scontri sul Monte Cocuzzo nei pressi di San Lucido. -24 agosto 1806 – Il Generale Verdier passando da Paola, giunge e Fiumefreddo, attraversa San Pietro

di Amantea e costeggiando il fiume Savuto giunge ad Ajello. –24 agosto 1806 – Verdier è a San Mango e Nocera Terinese. –28 agosto 1806 – Verdier marcia su Amantea. –Settembre 1806 – A Cosenza il Convento dei Cappuccini viene trasformato in ospedale, rifornito di letti e

quanto necessario per debellare le febbri malariche che hanno colpito i soldati francesi. Vengono costruiti baraccamenti lungo le sponde del Fiume Crati.

1-7 settembre 1806 – Da Scigliano la divisione Reynier si muove verso sud per Monteleone. Passando attraverso Nicastro, Sambiase, Maida Filadelfia e Francavilla. Giorno 7 l’esercito guada il fiume Angitola. Nel Frattempo una colonna comandata del Generale Gardamme si sposta lungo la costa.

-22 settembre 1806 – Il capitano Clary con una divisione francese viene assaltato dai briganti a Scigliano. -29 settembre 1806 – I francesi occupano Soriano e Serra. Intanto scontri si hanno a Capistrano, e Centrachi. I francesi entrano a Chiaravalle, Sant’Andrea dello Ionio e Badolato. Scontri si verificano anche a Gimigliano. -Primi di ottobre 1806 – Il generale Delonnè Franceschi assalta Gasperina, Squillace, Taverna, Cicala e

Carlopoli. –Ottobre 1806 – Insorgono Pedace, Spezzano e Rovito. –16 ottobre 1806 – Assalto di briganti ad Acri, i francesi e la popolazione si rifugiano nel castello. –17 ottobre 1806 – Briganti assaltano Paola e cannoneggiano il Castello dal giardino del convento dei

Cappuccini. –19 ottobre 1806 – Insurrezioni a Paola, Montalto, Guardia Piemontese, S. Benedetto, e San Fili. -22 ottobre 1806 – La divisione Reynier si scontra con i briganti a Cropani. –24 ottobre 1806 – 23° fanteria da Mileto giunge a Palmi alla Corona e a Seminara scontrandosi con le

bande ivi alloggiate. –25 ottobre 1806 – Scontri a Oppido. –26 ottobre 1806 – La divisione Verdier si scontra con i briganti a San Lucido. -17 novembre 1806 – Scontri a Monteleone, Zungri, Soveria, Castagna, Carlopoli, Motta Santa Lucia,

Serrastretta. -23 novembre 1806 – Il battaglione Pochet parte da Serra passando da Badolato, Santa Caterina, Monasterace, Gerace, Roccella giungendo ad Ardore il 27 novembre quando bande di rivoltosi si

apprestano a sbarcare. -01 dicembre 1806 – Quindici feluche siciliane sbarcano ad Ardore con a bordo oltre duecento briganti. –07 febbraio 1807 – Formazioni briganti comandate dal Santoro assediano Rossano occupando il con

vento di Santa Maria delle Grazie e il convento dei Conventuali.

I francesi si rendono conto che le rivolte in Calabria non sono casi isolati ma bisogna mandare contro gli insorti un vero e proprio esercito, ma prima occorre dare l’assalto alla fortezza di Gaeta. -20 febbraio 1806 – Assalto francese a Stromboli, la popolazione si rifugia nel castello. -18 luglio 1806 – La fortezza di Gaeta dopo un estenuante assedio depone le armi e si arrende ai francesi. –31 luglio 1806 – Con decreto imperiale la Calabria è messa in stato di assedio e quindicimila soldati

comandati dal generale Massena dirigono su di essa per soffocare la ribellione. –08 agosto 1806 – I francesi assediano Lauria, la saccheggiano e la distruggono. -10 agosto 1806 – Il Massena entra a Cosenza senza opposizione. -19 agosto 1806 – Crotone diventa Francese.

09 settembre 1806 – La Calabria è occupata da Lagonegro a Mileto, per 150 miglia.

14 ottobre 1806 – Il brigante Antonio Santoro detto “Re Coremme” con tremila uomini occupa Acri e assedia i pochi francesi nel castello. Pochi giorni dopo il generale Verdier attacca Acri e dopo averla saccheggiata la incendia. Eccidio al Castello.

-19 ottobre 1806 – Il generale Verdier attacca l’abitato di Longobucco e dà ordine ai suoi uomini di sac

cheggiare la città.

Assedio di Amantea

-27 settembre 1806 – Il generale Verdier con due reggimenti e due cannoni attacca Amantea ma viene

respinto dalle milizie del nobile Mirabelli aiutato dalle bande di Vincenzo Presta, Giuseppe Mele e Ignazio Morrone.

05 – 08 dicembre 1806 – Il generale Verdier con un numero maggiore di soldati ritenta l’assalto ad Amantea ma viene nuovamente respinto.

3 dicembre 1806 – Verdier occupa il convento di San Bernardino.

Fine anno 1806 – 17 febbraio 1807 – Assedio di Belmonte.

15 gennaio 1807 – Il generale Verdier con tremilacinquecento uomini e sei pezzi di artiglieria tenta nuovamente l’attacco ma anche questa volta senza successo.

04 febbraio 1807 – Il comando delle operazioni passa al generale Peyrì ma le sorti dell’assedio non mutano.

06 febbraio 1807 – Le bande avvertendo vicina l’ora della capitolazione abbandonano la città.

07 febbraio 1807 – Mirabelli firma la resa e la città cade in mano francese.

08 gennaio 1807 – Le bande di Antonio Santoro e Nicola Gargiulo sbarcate a Crotone con navi borboniche con un perentorio assalto sottraggono la città ai francesi.

-gennaio 1807 – Il castello di Amantea per ordine del Generale Reynier viene demolito.

Rivolta antifrancese a Fiumefreddo

giugno 1806 – Rivolta antifrancese a Belmonte, San Lucido, Paola e Scalea.

-30 giugno 1806 – Sommossa contro il presidio francese a Fiumefreddo.

giugno 1806 – Il generale Verdier è attaccato a Santa Serra da briganti capeggiati da Francesco Gaudioso.

fine giugno 1806 – Frà Diavolo si allontana da Fiumefreddo e lascia un presidio composto da 65 uomini.

23 agosto 1806 – Il generale Verdier entra a Fiumefreddo.

Assedio di Fiumefreddo

10 febbraio 1807 – Il comandante francese Berthelot cinge d’assedio la fortezza di Fiumefreddo Bruzio dopo aver occupate le chiese di Santa Serra e San Francesco d’ Assisi.

-11 febbraio 1807 – Continua il bombardamento francese con rinforzi di artiglieria provenienti da Amantea.

12 febbraio 1807 – La fortezza viene parzialmente distrutta e capitola.

08 luglio 1807 – Il generale Reynier assedia le fortificazioni di Crotone con bombardamenti incessanti.

13 luglio 1807 – Reynier entra vittorioso a Crotone.

09 maggio 1807 – Il comandante borbonico Philipstadt sbarca a Reggio con cinquemila soldati e le bande di Panedigrano, Necco e Francatrippa, e dirige per la via di Rosarno con l’intento di fomentare la ribellione delle contrade calabresi.

28 maggio 1807 – Il contingente borbonico si scontra con le truppe del Reynier nei pressi di Mileto (battaglia di Mileto) e viene annientato.

31 maggio 1807 – Il generale napoletano Nunziante resiste rinchiuso nel castello di Reggio al comandante francese Abbè.

02 febbraio 1808 – Il generale Reynier occupa Reggio e apre il fuoco contro gli assediati nel castello. I difensori con solo nove cannoni capitolano e il giorno dopo il Reynier mina il maniero distruggendo gran parte delle mura orientali e da fuoco all’ edificio. Nell’autunno dello stesso anno vengono fatti saltare due bastioni del castello per ordine del colonnello Costanzo.

-09 febbraio 1808 – Il generale Reynier occupa Scilla.

17 febbraio 1808 – Il generale Reynier assedia e prende il castello di Scilla.

17 febbraio 1808 – Il generale Reynier assedia e prende il castello di Scilla.

12 giugno 1809 – Scontri navali tra la flotta inglese e quella francese al largo di Palmi e Bagnara.

17 – 18 settembre 1810 – Da Reggio Murat sbarca in Sicilia con l’intento di sconfiggere i borbonici.

29 settembre 1810 – Murat scioglie il campo di Reggio indirizzando alle truppe un proclama : “la spedi

zione contro la Sicila è rinviata ad un altro momento ”.

-ottobre 1815 – Murat inseguito dai borboni si rifugia in Corsica e da lì parte con delle navi per sbarcare nel salernitano da dove spera nell’aiuto delle masse per marciare su Napoli e riconquistare il suo Regno. Una tempesta spinge le navi più a sud, alcune sbarcano a San Lucido, e quelle del sovrano a Pizzo Calabro.

08 ottobre 1815 – Nelle vicinanze di Pizzo il capitano borbone Trentacapilli riconosce e arresta Murat che viene rinchiuso nel castello di Pizzo.

13 ottobre 1815 – Alle ore 21,00 Gioacchino Murat viene fucilato nel cortile del castello di Pizzo.

Luoghi ed architetture in Calabria e Lucania durante il decennio francese.

Reggio Calabria. Passaggio truppe, fortificazioni francesi, castello aragonese, sbarchi – Ardore. Passaggio truppe e sbarco – Bagnara. Passaggio truppe – Gerace. Passaggio truppe – Monasterace. Passaggio truppe – Palmi. Passaggio truppe – Pellaro. Sbarco – Roccella. Passaggio truppe – Rosarno. Passaggio truppe – Scilla. Castello – Stignano. Passaggio truppe

-Monteleone. Passaggio truppe e centro urbano – Filadelfia. Passaggio truppe – Francavilla Angitola. Passaggio truppe – Mileto. Campo di battaglia e centro urbano – Pizzo Calabro. Sbarco e Castello – Serra San Bruno. Passaggio truppe – Tropea. Passaggio truppe.

-Catanzaro. Passaggio truppe – Badolato. Passaggio truppe – Sant’Eufemia. Passaggio truppe, sbarco, Bastione di Malta – Maida.Campo di battaglia, centro urbano e passaggio truppe – Marcellinara. Passaggio truppe e centro urbano – Martirano. Centro urbano – Nicastro. Passaggio truppe, cento urbano (Alloggio di Giuseppe Bonaparte in Palazzo D’Ippolito) – Nocera Terinese. Passaggio truppe – Sambiase. Passaggio truppe – San Pietro a Maida. Passaggio truppe – Santa Caterina dello Jonio. Passaggio truppe – Soveria Mannelli. Centro urbano – Squillace. Passaggio truppe.

-Crotone. Castello e fortificazioni – Cirò. Passaggio truppe e centro urbano – Cirò Marina. Sbarco a Punta Alice – Rocca di Neto. Centro urbano – Strongoli. Castello

-Cosenza. Passaggio truppe, Palazzo Provincia, Convento dei Cappuccini, Baraccamenti lungo fiume Crati – Acri. Castello – Amantea. Castello, Convento di San Bernardino, Monastero di Santa Chiara (rifugio donne e bambini) – Belmonte. Castello – Campotenese (Morano Calabro). Campo di battaglia, centro urbano – Cariati. Passaggio truppe – Cassano allo Jonio. Passaggio truppe – Corigliano Calabro. Castello – Fiumefreddo Bruzio. Castello e centro urbano, Chiese di Santa Serra e San Francesco di Assisi – Morano Calabro. Passaggio truppe – Paola. Castello, convento Cappuccini, centro urbano e passaggio truppe – Pedace. Convento dei Cappuccini – Rocca Imperiale. Passaggio truppe – Rossano. Centro urbano, convento Santa Maria delle Grazie e convento dei Conventuali – San Giovanni in Fiore. Passaggio truppe e centro urbano – San Lucido. Sbarco e centro urbano – Scalea. Sbarco – Scigliano. Passaggio truppe e centro urbano.

-Lagonegro (PZ). Campo di battaglia e centro urbano – Lauria (PZ). Campo di battaglia e centro urbano.

Classificazione degli eventi per tipologie belliche

Assalti -maggio 1806 – Assalto dei briganti ai presidi francesi di Reggio e Scilla -25 maggio 1806 – Assalto dei briganti al presidio francese di Soveria – CZ -28 maggio 1806 – Assalto dei briganti al presidio francese di Scigliano – CS -01 aprile 1806 – Assalto dei briganti al presidio francese di Martirano – CZ -26 ottobre 1806 – Assalto dei briganti al presidio francese di San Lucido – CS -10 luglio 1806 – Assalto inglese al presidio francese di Reggio Calabria -23 luglio 1806 – Assalto inglese al presidio francese di Scilla – RC -30 luglio 1806 – Assalto inglese al presidio polacco di Crotone -01 agosto 1806 – Assalto francese a Corigliano – CS -14 ottobre 1806 – Assalto francese ad Acri – CS -08 gennaio 1807 – Assalto dei briganti al presidio francese di Crotone -02 febbraio 1807 – Assalto francese al presidio inglese di Reggio Calabria -09 febbraio 1807 – Assalto francese al presidio inglese di Scilla – RC -31 maggio 1807 – Assalto francese al castello di Reggio Calabria Assedi -04 maggio 1806 – Assedio al convento dei Cappuccini a Pedece – CS -14 ottobre 1806 – Assedio al castello di Acri – CS -27 sett 1806 – 07 feb 1807 – Assedio al castello di Amantea – CS -Fine anno 1806 – 17 febbraio 1807 – Assedio di Belmonte – CS -09 – 12 febbraio 1807 – Assedio al castello di Fiumefreddo Bruzio – CS -08 – 13 luglio 1807 – Assedio alle fortificazioni di Crotone -02 febbraio 1808 – Assedio al castello di Reggio Calabria -17 febbraio 1808 – Assedio al castello di Scilla – RC Battaglie -07 marzo 1806 – Battaglia di Lagonegro – PZ -09 marzo 1806 – Battaglia di Campotenese (Morano Calabro) – CS -04 luglio 1806 – Battaglia di Maida – CZ -08 agosto 1806 – Battaglia di Lauria – PZ -28 maggio 1807 – Battaglia di Mileto – VV Passaggi e ritirate -03 aprile – 11 maggio 1806 – Itinerario del viaggio in Calabria di Giuseppe Bonaparte: Napoli,

Campotenese, Cosenza, Scigliano, Stignano, Nicastro, Palmi, Reggio Calabria, Squillace, Catanzaro, Crotone, Rocca imperiale Taranto, Matera, Gravina, Foggia, Caserta, Napoli.

-29 giugno 1806. Fra Diavolo sbarca ad Amantea e dirige verso Cosenza

-04 luglio 1806 – 03 agosto 1806 – Ritirata del generale francese Reynier. Marcellinara, Catanzaro, San Giovanni in Fiore, Crotone, Strongoli, Cirò, Cariati, Corigliano, Cassano allo Jonio.

-07 luglio 1806 – 10 luglio 1806 – Gli inglesi ripiegano verso sud. San Pietro a Maida, Filadelfia, Monteleone, Tropea, Bagnara.

-24 agosto 1806 – Il Gen. Verdier passa per Paola, Fiumefreddo, San Pietro di Amantea, Fiume Savuto, Ajello, San Mango, Nocera Terinese.

-01 settembre 1806 – 07 settembre 1806 – Il Gen. Reynier muove verso sud. Scigliano, Nicastro, Sambiase, Maida, Filadelfia, Francavilla, Fiume Angitola, Monteleone.

-24 ottobre 1806 – 23° fanteria. Palmi, Corona, Seminara

-23 novembre 1806 – 07 settembre 1806 – Battaglione Pochet si muove verso sud. Serra, Badolato, Santa Caterina, Monasterace, Gerace, Roccella, Ardore.

-09 maggio 1807 – 28 maggio 1807 – Avanzata borbonica del generale Philipstadt. Reggio Calabria, Palmi, Rosarno, Mileto.

Saccheggi -10 marzo 1806 – Sacco di Morano – CS -25 luglio 1806 – Sacco di San Giovanni in Fiore – CS -30 luglio 1806 – Sacco di Strongoli e Rocca di Neto – KR -01 agosto 1806 – Sacco di Cirò e Cariati – CS -14 ottobre 1806 – Sacco di Acri – CS -08 agosto 1806 – Sacco di Lauria – PZ Sbarchi -maggio 1806 – Sbarco dei briganti Sciarpa e Panedigrano a Pellaro – RC -23-24 maggio 1806 – Sbarco di insorti a Scalea – CS -26 maggio 1806 – Sbarco di inglesi travestiti da briganti a Fiumefreddo – CS -26 maggio 1806 – Sbarco di inglesi e briganti a Sant’Eufemia – CS -2 giugno 1806 – Sbarco di insorti a Punta Alice – KR -29 giugno 1806 – Sbarco di Fra Diavolo ad Amantea – CS -01 luglio 1806 – Sbarco del generale inglese Stuart a Sant’Eufemia – CZ -10 luglio 1806 – Sbarco del generale inglese Brodrik e del duca di Floresta a Reggio Calabria -08 gennaio 1807 – Sbarco dei briganti Antonio Santoro e Nicola Gargiulo a Crotone -09 maggio 1807 – Sbarco del comandante borbonico Philipstadt a Reggio Calabria -ottobre 1815 – Sbarco di Gioacchino Murat a Pizzo Calabro – VV -ottobre 1815 – Sbarco delle navi di Gioacchino Murat a San Lucido – CS Scontri navali -12 giugno 1809 – Scontri navali tra la flotta inglese e quella francese al largo di Palmi e Bagnara.

Note

* I paragrafi Palcoscenico binario Landmark mediterraneo, sono di Rosario Giovanni Brandolino. I paragrafi Le pagine nascoste: Maida racconta… Cronistoria di un decennio, sono di Rosina Giovanna Maione. La Cronistoria, in appendice, e la cartografia del decennio francese in Calabria (Figg. 21, 22) sono di Andrea Gioco e Leonardo Strati.

La frase apre su alcune evasioni procurate dall’immaginario, dalla curiosità intellettuale e dal suo eclettismo avverso in http://www.cortomaltese.com.

Il testo anticipa e trasforma le analogie di un discorso posto in sinergia tra due epiloghi che sono il lascito di un poema, l’Odissea di Omero, e la storia di Francia nell’era napoleonica che, entrambe guardano al territorio calabrese e all’area dello Stretto. La frase iniziale traguarda un’appunto di Lorenzo Marini, riportato in Questo libro non ha titolo perché è scritto da un’art director, Lupetti Editori di Comunicazione, Milano 2006, quarta di copertina.

È una sceneggiatura scritta in due parti che, a breve distanza di tempo, quasi in simultaneità, descrive lo stesso percorso ciclico, di episodi analoghi, con momenti e sviluppi diversi. Il film Sliding Doors è scritto e diretto da Peter Howitt, 1988.

“Quello di Odisseo (Ulisse per i latini) è il viaggio più importante della cultura occidentale, ispiratore di altri viaggi successivi”, il passo è tratto da Rosa Calzecchi Onesti (versione di), Omero. Odissea, Einaudi, Torino 1963, quarta di copertina.

Appunti di un colloquio trascitti da Laura Leonelli, Il Joyce quotidiano, su “Domenica”, inserto de “Il Sole

Bibliografia

-Paolo Giudici, Storia d’Italia, Nerbini Editrice, Firenze 1931. -Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli 1734-1825-1834, F.lli Pomba, Torino 1852. -Emmanuel de Las Cases (a cura di Luigi Mascilli Migliorini), Memoriale di Sant’ Elena, Rizzoli, Padova

2004. -Raffaele Ciampini, Napoleone, Edizioni Utet, Torino 1939. -Emil Ludwig, Napoleone, (trad. di L. Mazzucchetti) Mondadori, Milano 1929. -Atto Vannucci, I martiri della libertà dal 1794 al 1848, Le Monnier, Firenze 1848. -AA.VV. Storia del mondo moderno, Garzanti Editore, Milano 1967-1972. -AA.VV. Cronologia Universale, Collana Micropedie, Editore Vallardi, Milano 1994. -AA.VV. Storia Universale, Editore Vallardi, Milano 1961. -Cesare De Seta, Storia d’Italia, Einaudi,Torino 1982.

Fonti iconografiche

-Fig. 3. Lorenzo Mascheroni, Geometria del Compasso, Galeazzi, Pavia 1797. -Figg. 4-6. Carle Vernet, Uniformi Napoleoniche, Musée de l’Armée Bibliotèque de l’Image, Parigi 2001.

24 Ore/Fotografia”, del 22.07.2007, p. 44.

Alcuni riferimenti sono riportati da David Vecchiato, Kehinde Wiley. Il pittore che trasforma i gangster in gentiluomini, in “XL” supplemento a “La Repubblica”, anno 3, n. 23, pp. 56, 59.

Alcuni passi, riguardanti il bicentenario dell’opera “La fenomenologia dello spirito”, sono tratti da uno scritto di Antonio Gnoli, Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Il suo pensiero è una spietata macchina da guerra, apparso su “La Repubblica/Cultura”, del 24.3.2007, pp. 58, 59.

Federico Peiretti, La geometria di Napoleone, in http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/ Articoli/Mascheroni/Mascheroni.htm

Il reportage descrittivo sulle divise mancate è tratto da Carle Vernet, Uniformi Napoleoniche, Musée dell’Armèe, Bibliothèque de l’Image, Parigi, 2001.

10 L’episodio, più fantasioso che veritiero, fa parte della leggenda che circonda l’acqua di colonia, nata Acqua Mirabilis nel 1709, ad opera del barbiere italiano Gian Paolo Feminis. L’intraprendente barbiere riscosse un successo immediato e mandò a chiamare il nipote, Giovanni Maria, per aiutarlo nella commercializzazione del prodotto che, in seguito, prenderà il nome del ragazzo divenendo la famosa Eau de Cologne de Jean-Marie Farina. Il testo è riportato da Francesca Gentile, Quel profumo è uno scandalo, in “D” Anno 12°, n. 251, del 24.3.2007, pp. 194, 195.

11 Cfr. Luca Diffuse, Mariella Tesse, Sanaa. Sejima+Nishizawa bellezza disarmante, Marsilio, Venezia 2007.

-Giuseppe Ferrari, L’insurrezione calabrese dalla battaglia di Maida all’assedio di Amantea, (in Memorie storiche militari, Comando del Corpo di Stato Maggiore – Ufficio Storico) fascicolo I, Officina Poligrafica editrice, Roma 1911.

-AA.VV. in Calabria Letteraria, rivista mensile di cultura e arte fondata da Emilio Frangella, Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli, Anno LV n.° 4-5-6 aprile-maggio-giugno 2007.

-Francesco Barra, Cronache del brigantaggio meridionale 1806-1815, Collezione Meridionale Società Editrici Meridionale, Salerno 1981.

-Augusto Placanica, Storia della Calabria dall’antichità ai giorni nostri, Meridiana Libri, Corigliano Calabro 1993.

-Umberto Caldora, Stranieri in Calabria e Lucania durante il decennio francese, in Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, XXV, Napoli 1956, fasc. I-II.

-Atanasio Mozzillo, Cronache del Brigantaggio Meridionale 1806-1815, Società Editrici Meridionale, Salerno 1981.

– Figg. 7-10. http://www.viverefiumefreddo.it/fiumefreddo1807.

-Figg. 14-16. “The Historian, the magazine of the Historical Association”, London, number 81 spring 2004, p. 24-31.

Skills

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20 January 2018

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